Isabella è un invito a seguire il proprio gusto. A ritrovarsi intorno a un tavolo, concedersi tempo e scoprire dove può portarci la curiosità.

Il suo nome rende omaggio a Isabella d’Este, al suo spirito libero e alla lungimiranza di una donna capace di immaginare oltre il proprio tempo. La sua passione per il bello, l’indipendenza di pensiero e l’apertura al nuovo ispirano una cucina che custodisce le proprie radici e trova nel desiderio di esplorare la sua espressione più autentica.

A darle forma è Errico Recanati, lo chef stellato della brace, conosciuto per aver trasformato il fuoco in un linguaggio d’alta cucina. Da Isabella lo chef esprime un lato più spontaneo della propria visione, incontrando il carattere conviviale dell’osteria. La sua sensibilità si ritrova nella cura del prodotto, nella precisione del gusto e nella capacità di emozionare attraverso un sapore ritrovato o un accostamento inatteso.

Non c’è un menù degustazione: da Isabella la libertà è nella scelta. La proposta è alla carta e lascia a ogni ospite il piacere di decidere, seguendo l’appetito, un ricordo, l’ispirazione del momento. L’esperienza prende forma così, un piatto alla volta.

Le Marche e l’Emilia-Romagna si incontrano nei prodotti, nelle stagioni e nelle storie di chi li coltiva e li lavora. Sono le radici di Errico e i sapori di questa terra, che dialogano in una cucina da vivere con naturalezza, tra una conversazione e un altro assaggio.

Un ambiente raccolto, con 32 coperti, aperto a tutti: a chi soggiorna in hotel, a chi vive Ferrara e a chi la sta scoprendo. Un luogo in cui darsi appuntamento, sentirsi accolti e ritrovare il piacere di stare a tavola. E di restare, magari, un po’ più a lungo.

Il menu

Errico Recanati

Il custode del fuoco primordiale

Ci sono chef che scelgono la tecnica e chef che vengono scelti da un elemento. Per Errico Recanati, patron e mente creativa del Ristorante Andreina a Loreto, quell’elemento è il Fuoco vivo.

La sua storia descrive un viaggio circolare, un’evoluzione familiare che ha saputo convertire la memoria rurale in una delle espressioni più d’avanguardia dell'alta gastronomia contemporanea. Un progetto in cui proprio il Fuoco vivo e la brace perdono ogni connotazione nostalgica per essere elevati a sofisticatissimi strumenti di precisione e di indagine scientifica.

Il pensiero gastronomico di Recanati si distingue per la capacità di generare emozioni e ricordi attraverso l'innovazione applicata a elementi primordiali. Ne è un emblema la sua celebre "tecnica del cappello", un sistema che utilizza speciali cloche per intrappolare, dosare e stratificare il fumo della brace direttamente sul piatto. Attraverso una meticolosa selezione di essenze lignee differenti a seconda dell'ingrediente trattato, lo Chef riesce a conferire a carni, pesci e vegetali sfumature olfattive e complessità palatali inedite.

Parallelamente, la sua ricerca si spinge verso i processi estremi di affumicatura e disidratazione naturale a distanza dai carboni. Da queste sperimentazioni, che durano giorni e notti intere, prendono vita intuizioni avanguardiste come la sua celebre bottarga di carne (ricavata da cuore di agnello o milza), un ingrediente d'alta scuola capace di concentrare una persistenza aromatica straordinaria dai richiami di fungo e sottobosco.

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